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IL PARAMOTORE
In Volo col Paramotore!

Il paramotore non è altro che un motore ad elica montato sulla selletta di un comune parapendio. La cilindrata è intorno ai 100 cc. e le velocità massime raggiunte sono alquanto basse se paragonate a quelle del deltaplano. Il vantaggio che si ha rispetto al comune parapendio consiste nel fatto che in questo caso non è necessario avere a diposizione una montagna o un pendio da cui partire; è sufficiente un prato abbastanza esteso, e la propulsione del motore vi porterà facilmente in quota. Spesso si possono raggiungere quote più elevate del parapendio comune, se le condizioni climatiche non sono abbastanza buone per quest'ultimo. E' un velivolo assolutamente sicuro: in caso di avaria del motore non ci sono rischi per il pilota, in quanto egli potrà facilmente atterrare come se fosse alla guida di un normale parapendio. Infine il paramotore è comodissimo e pratico perché si monta in pochi minuti e una volta smontato entra senza problemi nel bagagliaio di una station-wagon. Può definirsi il velivolo a motore più leggero ed economico che esista. La scuola di volo AeroClub VoloLibero vi porterà dalla condizione di principianti paramotoristi a quella di piloti avanzati, e curerà in ogni dettaglio tutti gli aspetti fondamentali di questa disciplina.

IL CORSO

Per iniziare un corso di paramotore si deve essere già in possesso dell'attestato VDS per il parapendio, ovvero bisogna aver frequentato il corso relativo, e superato l'esame finale dell'AeroClub d'Italia. E' quindi necessario avere una buona conoscenza del parapendio, come pure una discreta esperienza di volo con quest'ultimo. Occorre presentare alla scuola gli stessi documenti obbligatori per gli altri corsi, ovvero il certificato medico per il volo da diporto o sportivo, il Nulla Osta della Questura di appartenenza e il consenso scritto da parte dei genitori nel caso di piloti minorenni. E' inoltre necessario disporre dell'intera attrezzatura, poiché la scuola, al contrario dei corsi riservati al parapendio e al deltaplano, non fornisce né la vela né il motore. Per il corso di parapendio vi rimandiamo alle informazioni descritte nella sezione apposita del nostro sito. Il corso inizia con i controlli dell'attrezzatura: in particolare verranno evidenziate le differenze di controllo tra il comune parapendio e il paramotore. L'allievo imparerà ed applicherà le tecniche di decollo e di pilotaggio prettamente relative al velivolo. Si potranno ammirare stupendi panorami durante i voli sui laghi laziali e sulla zona dei castelli romani. I decolli avvengono prevalentemente dal campetto di parapendio di Cesano, situato a mezz'ora dal GRA. La durata di ciascun volo è limitata soltanto dall'autonomia del motore, e ovviamente dalla voglia del pilota di rimanere in aria. Il corso si conclude quando viene raggiunto un livello avanzato di volo e solo dopo aver superato l'esame finale per il parapendio a motore. Verrà quindi rilasciato dall'AeroClub d'Italia l'attestato necessario al volo.

L'elica e il motore
SPEDIZIONE: ALTO EGITTO IN PARAMOTOR

di Claudio Simonetti

Un regista, persona esperta di spedizioni- avventura, mi contattò come consulente di volo e mi manifestò la volontà di risalire il Nilo in volo e di girare filmati per una trasmissione televisiva. Trovai nel paramotor il mezzo più adatto allo scopo per la sua grande praticità di trasporto, economia ed affidabilità. 20 0ttobre,Aereoporto di Luxor. Dopo circa due ore di controlli dei nostri permessi,del molteplice e multiforme materiale i funzionari della dogana egiziana partoriscono "parashots ?"; uno scambio di sorrisi e ci congediamo da quei simpatici e puntigliosisignori. Ad attenderci puntuali all'uscita c'è Geremia, che ci farà da guida per la prima settimana, e l'autista con tanto di turbante sulla testa da noi ribattezzato "Cocisse", cheinvece ci seguirà per tutto il viaggio. Dopo aver fatto gli apprezzamenti per il mezzomessoci a disposizione, un camion Mercedes Unimog 4x4 equipaggiato da deserto, che ci rassicura sui recuperi più difficoltosi in cui potremmo avventurarci, ci accorgiamo che le nostre casse con il materiale procedono verso di noi, in una sorta di processione, su dei carretti scortati da una trentina di giovincelli che festosamente urlano "italiani parashots". Ce la caveremo elargendo qualche lira egiziana e distribuendo i gadgets dei nostri sponsor, cappellini, magliette e adesivi.Fatta conoscenza con questi piccoli cacciatori di "bakshih" (denaro che si offre oltre al dovuto),per raggiungere l'albergo nel centro ci scontriamo con l'assurdo modo di guidare mediorientale: tutti suonano ed accelerano quando incrociano qualcuno sulla loro strada. Fortuna vuole che Luxor sia una città di soli 80.000 abitanti, possiamo immaginare cosa succede al Cairo che ne ospita 14 milioni.Il giorno dopo ci trasferiamo nell'antica Tebe, sull'altra sponda del Nilo, raggiungiamo la valle delle regine ed è qui che ci fermiamo, oltre che per ammirare le bellezze del posto, per volare. Un leggero sottovento e due funzionari di polizia che ci chiedono l'equivalente di cinquecentomilalire italiane al giorno per filmare e volare nella zona archeologica, ci fanno meditare e poi decidere sul cambio di luogo di decollo;tutto obbligatoriamente, dopo aver visitato le tombe di Tutankhamon e famiglia.Finalmente in volo !! Il contrasto della verde e florida valle del Nilo con il deserto èmarcato; il grande fiume scorre lento accanto a noi, il tranquillo veleggiare delle feluche (imbarcazioni di origini antichissime), l'aria asciutta e calda sul viso, danno una grande sensazione di benessere e penso a quanti animi stressati potrò consigliare questo volo. Il sole è basso, concludiamo il nostro estasiante volo atterrando in un piccolo ma fertile campo fangoso in completa assenza di vento, dovuta al gradiente per le folte coltivazioni che crescono rigogliose sulle rive del Nilo.Il tempo di toglierci i motori dalle spalle ed ecco apparire con un perfetto tempismo il camion recupero. La guida ci viene incontro facendoci grandi feste: era la prima volta che vedeva volare dei paramotor ed era molto fiero di essere in viaggio con noi.Approfittiamo di questo momento di euforia per informarlo della levataccia che ci aspetta l'indomani, per il trasferimento in direzione Assuan. Partiamo puntuali con il convoglio scortato dalla polizia a protezione dei turisti da eventuali attentati terroristici degli integralisti; precauzione indispensabile visto che il turismo fa affluire ogni anno milioni di dollari nelle casse dello stato ed è la fonte maggiore di entrate.il nostro camion viaggia ad andatura volutamente lenta, tanto che la macchina della scorta che chiude il convoglio ci sorpassa e, nel giro di pochi minuti, ci troviamo soli con il nulla all'orizzonte. Il tempo di preparare l'attrezzatura e carburare i motori e non perdiamo tempo a decollare per poter vedere il sole sorgere in volo. A circa duecento metri da terra le nostre vele si illuminano mentre il deserto sotto di noi e il Nilo alla nostra destra si intravedono appena. Dopo circa un ora e trenta di volo avvistiamo il nostro camion ed atterriamo per un rapido rifornimento di carburante e di thè caldo.Ci affrettiamo a riprendere il volo e ci stabiliamo a una velocità di crociera che va aumentando con il passare dei minuti grazie al rinforzare del vento che ci spinge verso sud, ma che ci costringerà ad atterrare, quasi in verticale, prima ancora di finire il secondo pieno di miscela della giornata. Consolati dalla squisita birra locale che riempie il frigo del nostro camion, attendiamo il calare del vento, che consentirà il decollo solamente per un volo crepuscolare di 30 km che concluderemo al buio con il nostro fido autista ad illuminarci l'atterraggio con i fari. L'indomani, dopo circa due ore di volo con relativo rifornimento, sorvoliamo il tempio di Kòm Ombo e , poco dopo avvistiamo Assuan. Decidiamo di atterrare a una decina di chilometri dalla cittàper evitare problemi con l'aereoporto. Arrivati all'Old Cataract un fantastico Hotel coloniale in riva al Nilo, ci concediamo la suggestiva atmosfera e l'emozionante panorama del Fiume, delle sue isole, della riva desertica dalle alte dune di sabbiagialla sullo sfondo. All'alba dell'indomani, dopo il solito giochino per eludere la scorta, decolliamo con l'obbiettivo di raggiungere Abu Simbel, quasi ai confini con il Sudan. Dopo aver volato il primo tratto in prossimità dell'immenso lago Nasser, ci riponiamo in vista della strada statale che taglia in linea retta il deserto in direzione sud-ovest e che sarà il nostro riferimento per circa 250 km. Raggiungiamo Abu Simbeldopo tre giorni nei quali voliamo spesso radenti al suolo e con cambiamenti di rotta per non "disturbare" radar e presidi militari sparsi nel deserto. La temperatura qui è decisamente più elevata e la vista dei tempi di Ramesse II e Nefertari in riva al lago sono di una bellezza da togliere il fiato. Il fatto incredibile è che, a causa della costruzione della diga di Assuan, furono trasportati fin qui ad Abu Simbel a 250 kmdi distanza e interamente ricostruiti. Per rendere l'idea sarebbe come smontare il Colosseo e ricostruirlo a Firenze!. E' trascorsa la prima settimana, torniamo a Nord ma questa volta su strada, pernottiamo a Luxor e l'indomani raggiungiamo Hurgada sul Mar Rosso, dove ci attende la nuova guida che ci comunica il divieto di volare imposta dalla polizia locale.Dopo tre giorni di barriera corallina e pescioni variopinti il richiamo del deserto è fortedecidiamo così di recarci nell'interno; percorriamo circa 50 km di fuoristrada e in una valle a ridosso della catena montuosa raggiungiamo un accampamento beduino.Una capanna per la notte, cibo, danze e una fumatina in comune di narghilè intorno al fuoco sotto un cielo stellato sono gli ingredienti di una squisita ospitalità di gente semplice e viva . L'indomani, dopo aver sconsigliato il baratto al capo beduino dei nostri paramotor con i suoi cammelli, ci godiamo il nostro ultimo volo in terra d'Egitto.

Scuola di Volo Libero - AeroClub VoloLibero - Roma - Info: info@parapendio-roma.it - Tel: 069090032 - Cell: 330733841
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